Stato Attuale sulla Prevenzione Antimalarica e Linee Guida per Interventi Futuri

STATO ATTUALE SULLA  PREVENZIONE ANTIMALARICA E  LINEE GUIDA PER INTERVENTI FUTURI

PREMESSA

Considerazioni generali

L’infezione malarica è la più diffusa tra le malattie parassitarie tropicali. Il 40% della popolazione mondiale è colpito da questa patologia che mette a repentaglio il benessere famigliare, uccide milioni di bambini, mina la produttività e lo sviluppo economico dei paesi. Non a caso il maggior numero di morbidità e mortalità palustri si rilevano durante il periodo delle piogge quando l’attività agricola nella fascia intertropicale è all’apice.

L’infezione malarica è una malattia che uccide e ciò in particolar modo nei paesi della fascia sub-sahariana del continente africano ove si verifica il 90% dei casi mortali su scala globale.

In quest’area 550 milioni di persone sono a rischio, ogni anno si registrano 250 – 450 milioni di casi clinici e più di 1 milione di decessi legati a questa infezione. L’infezione malarica è responsabile del 10% dei ricoveri ospedalieri,
 del 30% delle consultazioni nei dispensari – un peso enorme se si considera la precarietà dei servizi sanitari nazionali dei paesi in via di sviluppo.
Il maggior numero dei decessi avviene in età pediatrica: 1 bambino su 20 muore prima di aver conseguito l’età dei cinque anni.
Negli anni Novanta i costi diretti ed indiretti connessi all’infezione malarica erano stati valutati attorno i 900 milioni di US$, agli inizi di questo millennio i costi avranno probabilmente superato i 1.900 milioni di US$.

Da questa breve analisi, oggi, possiamo dedurre tre elementi essenziali:

1. La necessità di tenere la malattia, nelle zone endemiche, costantemente sotto stretta    sorveglianza sanitaria se vogliamo prevenire ulteriori catastrofi

2. Lo stato attuale della gestione preventiva e curativa sia dei vettori che dei plasmodi indicano un recesso nella lotta contro la malaria

3. I programmi di lotta contro la malaria devono essere considerati come un problema sanitario prioritario anche perché la situazione globale sta peggiorando considerato l’espandersi della farmaco-resistenza, prima registrata nel Sud-Est asiatico ed ora, da una dozzina d’anni, in rapida progressione nel continente africano.

Sviluppo storico

All’inizio degli anni Novanta  l’OMS sviluppò una “Global Strategy for Malaria Control” la quale fu adottata in occasione della conferenza interministeriale tenutasi ad Amsterdam nel 1992.

Nel 1993 fu approvata dalla World Health Assembly e nel 1994 dalla United Nations General Assembly.

Nel 1997, cinquantatre capi di stato africani, facenti parte all’Unione Africana, siglarono la “Harare Declaration” riguardante le strategie da adottare per la prevenzione ed il controllo della malaria.

Finalità

La “Global Strategy for Malaria Control” si basa su quattro elementi:

1Diagnosi precoce e pronto intervento terapeutico

2. Pianificare misure preventive e sistemi di “vector control”

3. Individuare precocemente nuovi focolai malarici e prevenire lo sviluppo di epidemie

4. Rafforzare le capacità operative dei paesi interessati.

Tali strategie possono essere applicate a livello regionale o nazionale. Non dobbiamo scordarci che la pianificazione di un programma per la lotta contro la malaria è un’operazione interdisciplinare che richiede un lasso di tempo che va dai due ai tre mesi. Considerata la cronica mancanza di tempo e di mezzi finanziari, sarà opportuno elaborare la situazione epidemiologica, geo-climatica e sanitaria del paese interessato, per gli ultimi tre o più anni, prima di partire.

Inoltre non trattandosi di un problema strettamente sanitario si dovranno tenere in debita considerazione le problematiche di politica dello sviluppo, di natura economica e sociale. Questo scambio di informazioni favorirà la diffusione di conoscenze e l’omogeneizzazione degli interventi che sono raccomandati in contesti analoghi.

Profilo sanitario della Guinea

La superficie del Paese corrisponde grosso modo a quella dell’Italia tolta la parte insulare. La popolazione totale è di 7.3 milioni di abitanti di cui il 50% sotto i quindici anni. Una regione molto contrastata sia sul piano umano che ecologico. La nostra zona operativa rientrava tra il 10° ed 11° parallelo Nord, nella banda costiera che si affaccia sul Atlantico, con 4.300 mm di pioggia / anno.

La principale causa di consultazione è la malaria (40% delle consultazioni) seguita dalle infezioni respiratorie acute (23%), parassitosi intestinali (17%), diarree (12%). La causa principale dei decessi in ambiente ospedaliero è sempre rappresentato dalla malaria. Durante la stagione secca (novembre – maggio) la trasmissione non si interrompe. L’intensità maggiore si raggiunge nel terzo trimestre con l’abbondanza delle precipitazioni. Nonostante l’endemicità sia stabile la mortalità dei soggetti ricoverati con età superiore ai 5 anni era 67 e dei bambini con meno di 5 anni di 200 nell’arco dei dodici mesi.

Considerazioni sui dati rilevati in una “malaria - endemic region”

Il seguente lavoro è stato elaborato al fine di rispondere ad alcune esigenze ed incertezze organizzative ed operative riscontrate sul terreno durante il secondo semestre 2001 in parallelo con lo svolgimento di un progetto di un’ONG in Guinea nella Regione di Boké:

1. Allo stato attuale in Guinea il controllo della malaria non dovrebbe essere visto singolarmente ma dovrebbe essere integrato in toto nei progetti di salute pubblica nazionali, internazionali o interregionali.

2. La gestione di un progetto per la profilassi antimalarica deve focalizzare e implementare le proprie attività soprattutto nei riguardi dei gruppi a rischio (gravide, prima infanzia).

3. Causa il grave danno socio-economico determinato dagli alti tassi di morbidità e mortalità palustre deve essere data massima priorità ai progetti di prevenzione e cura.

4. Causa le gravi défaillances riscontrate, in centro e periferia, sarà opportuno istituire un programma di training continuo e ben definito.

5.  In Guinea come negli altri paesi ad alto rischio di infezione malarica, dove sono previste strategie ad ampio raggio per il controllo della malattia, ivi inclusi programmi per il controllo dei vettori, le strutture devono essere decentralizzate ed il personale scelto in funzione alle capacità operative e dei costi di gestione.

6. Oggi i servizi che operano sul territorio non hanno rapporti di partenariato interdisciplinare e intersettoriale con gli enti preposti.

7. Il centro di riferimento nazionale di Conakry, punto focale del “quality control”, necessita di un vasto riordinamento. L’attività del centro è ridotta al minimo per mancanza di mezzi e di fondi; in pratica la Guinea non fa nulla per combattere le principali cause di morbidità e mortalità che affliggono la popolazione. Secondo i dati riportati dalle analisi bibliometriche la Guinea è completamente isolata dal resto del continente e dal mondo.

8. Nei Centri di Salute periferici le prestazioni diagnostiche e terapeutiche non sempre sono di facile accesso e della massima efficacia.

9. L’uso di materiale (zanzariere) impregnato con sostanze insetticide deve essere promosso a livello individuale, famigliare e comunitario.

10. L’ uso degli insetticidi “residui” verrà limitato a situazioni critiche ed in particolare per il controllo delle epidemie.

11. Al fine di ottenere risultati attendibili nella “Malaria control strategy” la raccolta dei dati deve essere regolare e più precisa. I dati inoltre devono essere di facile interpretazione, precisi ed inerenti ai fini del progetto ed inoltrati regolarmente agli enti preposti.

12. L’organismo che si è preso in carico il progetto dovrà garantire che la gestione dei dati ed i sistemi di trasmissione degli stessi siano adeguati alle esigenze di monitoraggio dei protocolli per la “Global Strategy for Malaria Control” dell’OMS.

INDICE

1. Premessa

  • Considerazioni generali
  • Sviluppo storico
  • Finalità
  • Profilo sanitario della Guinea
  • Considerazioni sui dati rilevati in una “malaria - endemic region”

2. Priorità sanitarie e strategie globali per programmare il controllo  della malaria

  • Definizione
  • “Health priority”
  • Time frame
  • Guidelines personalizzate
  • Il problema  malaria in Guinea
  • Note orientative per lo sviluppo di un  programma antimalarico 

3. Gestione della patologia malarica

  • Stratificazione della malaria
  • L’approccio epidemiologico
  • Analisi critica dei problemi esistenti

4. Misure di prevenzione

  • Protezione individuale
  • Lotta ai vettori
  • Risanamento dell’ambiente
  • La partecipazione comunitaria

5. Sistemi e strategie di valutazione sanitaria

  • Monitoraggio epidemiologico
  • Monitoraggio delle strutture sanitarie periferiche
  • Monitoraggio dei fattori extra-sanitari
  • Tecniche di monitoraggio del rischio epidemico

6. Note di gestione e considerazioni socio - economiche del programma

  • Program Manager
  • Servizi specializzati
  • Training
  • Logistica
  • Valutazione del progetto
  • Aspetti socio – economici e gestione antimalarica

7. Linee guida per sviluppare un piano di implementazione in caso di difficoltà incontrate durante la fase applicativa dei protocolli raccomandati

  • Cause di insuccesso in senso lato
  • Cause specifiche di insuccesso di un programma antimalarico in atto
  • Operazioni dettagliate
  • Valutazione

8. Schede per la raccolta dati

  • Obiettivi della raccolta dati
  • Raccolta informazioni
  • Sistema di raccolta dati
  • Fonte dei dati
  • Materiale didattico – informativo

9. Annessi

  • Tab.1:   Andamento della malaria nel primo quadrimestre 2001. Dati rilevati presso l’ospedale prefettorale di Boké (Guinea)
  • Tab. 2:  Andamento della malaria nel quinquennio 1995 – 1999 in Guinea
  • Fig. 3:   Situazione pluviometrica ed evoluzione della malaria nella provincia di Boké (Guinea)
  • Fig. 4:   Collaborazione dei paesi africani nella ricerca sulla malaria
  • Fig. 5:   Investimenti in training nei PVS negli anni 1995 -1997
  • Fig. 6:   I principali paesi africani produttori di pubblicazioni sulla ricerca della malaria nel periodo 1995 - 1997
  • Fig. 7:   I principali paesi produttori di pubblicazioni sulla ricerca della malaria nel periodo 1995 – 1997 
  • Fig. 8:   I principali paesi che collaborano con l’Africa sulla ricerca della malaria nel periodo 1995 - 1997
  • Fig. 9:   Distribuzione per categorie delle pubblicazioni internazionali e delle  pubblicazioni di origine africana riguardanti la ricerca sulla malaria
  • Fig. 10: Mappatura dei “15 top publishing institutes across Africa”

10. Riferimenti bibliografici