Servola

Servola

Servola, i rioni di Trieste

 

Sin dai tempi più remoti, costituiva un nucleo a se stante, ricco di vitalità contadina, artigiana e di traffici via mare: questa era Servola, legata alla vicina Trieste soprattutto da rapporti di lavoro femminile. Al sistema viario della città era collegata, fino agli inizi dell'Ottocento, da impervie stradine nei campi e nei boschi percorse sin dalle prime luci dell'alba dai somarelli guidati verso il centro, con il famoso pane fresco, dal­le «pancogole» o «breschizze». Servola è stata sempre amata dai triestini per il suo ambiente agreste, per le sue casette con ameni pergolati, per le sue trattorie accoglienti, per il suo mare, per il biancore della chiesa che spicca da lon­tano, per lo spirito gioviale dei suoi abitanti, per il suo pane, il suo vino e le sue ostriche.
La gita domenicale a Servola era una consuetudine per molti, data anche la vicinanza dello Stadio che ai tempi gloriosi della Triestina attirava folle di tifosi. Vi si andava a piedi in gruppi famigliari e si consolidavano così, con la salute, anche i rapporti umani e di amicizia. Molti poi vi si recavano almeno una volta all'anno in occasione del carnevale che Servola festeggia da tempi imme­morabili. Tuttora le manifestazioni servolane sono ben note e vivacissime; a fine Ottocento si conclu­devano qui i corsi delle carrozze, provenienti da Sant'Andrea, che portavano il tocco di nobiltà a una festività tutta popolare nella quale poi si confondevano e fondevano tutti.
Industrie e imprenditoria trovarono, dal primo Ottocento, nuovi spazi lungo la costa che dalla città si svilupparono fino a Muggia coinvolgendo, nelle nuove attività, gli abitanti locali e attirando pure nuove forze di lavoro. Nonostante gli insediamenti recenti si avverte però sempre la presenza d'un nocciolo di servolani «veri», quelli d'antica data: tutti profondamente legati al luogo che li ha visti nascere e, soprattutto se lontani, fedeli custodi delle sue memorie. Il dott. Adriano Sancin è di questi, anzi lui i documenti se li è andati a cercare per anni ed ora li pre­senta qui a testimoniare l'amore per la sua terra e per farla conoscere al pubblico anche nelle sue pieghe più nascoste, illustrandone con immagini e documenti l'evoluzione storica. Un libro del genere ci voleva e se a farlo è stato un erudito appassionato, più che uno storico, tanto meglio perché si avranno notizie pure di particolari che altri trascurerebbero. Si conosceranno i nomi degli abitanti casa per casa, con i soprannomi e i mestieri praticati in vari mo­menti dell'Ottocento, così come l'evoluzione dei costumi di quelle belle paesane dallo scialle di seta portato con elegante civetteria e il fazzoletto sapientemente annodato sul capo che disegni e stampe hanno tramandato e diffuso e che molti conservano ancora gelosamente: con le maniche larghe, dai ricami all'uncinetto e i bordi neri che richiamano velatamente rapporti e legami con paesi lontani, magari con gli uscocchi o meglio, forse, con la Dalmazia certamente frequentata dai suoi abitanti fin da tempi remoti.
Adriano Sancin é un medico dagli interessi molteplici, senza confini e arricchitosi negli anni con una cultura cosmopolita. Si è distinto per le sue attività sanitarie nei paesi in via di sviluppo, per alcuni studi di carattere antropogeografico sui popoli dei Sahara, sulla storia della medicina in Europa e con ricerche nei paesi latino-americani sulla cultura e l'arte medica preco­lombiana. In quest'opera egli offre un saggio sulla sua terra natale: frutto della passione di ricercare e conserva­re documenti e immagini del passato che condivide anche con lo sviluppo storico di un'indagine medica sulla prevenzione delle malattie contagiose e le quarantene, attività che lo occupano da tempo.

 

Laura Ruaro Loseri

Direttrice Civico Museo di Storia ed Arte

 

Indice

  • Presentazione
  • Prefazione
  • Introduzione
  • Sylvula
  • Formazione geologica del territorio
  • La presenza di Servola nei disegni e nelle carte
  • Servola romana
  • Dalla chiesa di Servola a cimitero di S. Anna
  • Le saline servolane
  • La bonifica delle paludi saline
  • Il cantiere Tonello – San Marco
  • La Ferriera
  • Economia e progresso sociale
  • Le comunicazioni
  • La scuola
  • Il costume servolano
  • Il carnevale
  • Documenti tavolari e catastali
  • Bibliografia
  • Collezioni
  • Enti e privati